Non ci convincono le motivazioni con cui l'Assessorato dichiara di aver chiuso il procedimento: sembra piuttosto aver accolto pedissequamente "il dettagliato rapporto del Comune" senza tener conto di quanto segnalato da diversi soggetti , tra i quali Italia Nostra con posta certificata del 22/5/2025 inviata allo stesso Assessorato.
Al di là della confusione tra la Cinta Urbica Seicentesca gravemente danneggiata nel corso dei lavori per il Parcheggio Multipiano e l'area sotto le mura della Città Fortificata , viene riconosciuto che quest'ultima ricade in zona A1 Monumentale normata dal Piano Paesaggistico e dall'art.35 delle Norme di attuazione del PRG estesa fino alle vie Trincera e Papa Giovanni XXIII.
Si accoglie poi l'idea che l'intervento sia di "lieve entità" (quindi autorizzabile con procedure semplificate) mentre si tratta di scavi, sbancamenti , movimenti di terra, con rilevante alterazione del preesistente assetto geomorfologico e idrogeologico dei luoghi, potenziale creazione di fenomeni di dissesto, muri di varia altezza e consistenza, cordoli in cemento armato, massetti in calcestruzzo, distruzione di tombe del cimitero inglese:
sarebbe bastato un semplice sopralluogo per rendersene conto.
Inoltre, in merito all'elevazione dei muretti, sentenze di Consiglio di Stato (n.2839/2018) e Tar Lazio (n .11 55/2014) ribadiscono l'esigenza di "tutela della visuale dell'immobile protetto e soprattutto tutela del contesto in cui esso è situato, percepibile dall'esterno dunque da tutte le visuali che su detto immobile si possono godere", facendo riferimento al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.L.42/2004 "legge Urbani").
Ribadiamo: un 'opera sbagliata, inutile e dannosa.
Infine, all'Amministrazione Comunale diciamo che, ammesso che le procedure siano state eseguite regolarmente, il fatto che una cosa si possa fare non significa che sia il caso di farla.
Non basta dire che le carte sono a posto, né agitare il voto popolare come una legittimazione assoluta. Il voto è solo una parte del sistema democratico che non si esaurisce In esso.
Esiste una responsabilità più profonda verso la bellezza e la sacralità dei luoghi che si ha il privilegio di custodire.
Milazzo, 28 agosto 2025