dgsalvaguardia.ambientale@pec.miniambiente.it
OGGETTO; Osservazioni sullo studio di impatto ambientale “Progetto di valorizzazione energetica di Css nella Centrale termoelettrica di S. Filippo del Mela” presentato da Edipower
La Sezione di Milazzo di “Italia Nostra”
esaminato
lo studio di impatto ambientale del progetto relativo all’impianto di valorizzazione del CSS nella Centrale termoelettrica di S. Filippo del Mela, presentato di Edipower
considerato
1- che la produzione di energia mediante l’incenerimento dei rifiuti
a) rappresenta una scelta arretrata rispetto alla strategia della gestione dei rifiuti secondo il modello dell’economia circolare ormai adottato dalla UE, perché i rifiuti non sono più considerati materia da distruggere tramite incenerimento, ma risorsa per il recupero di materie riutilizzabili, limitando così il depauperamento delle riserve del pianeta, avvantaggiando Paesi come l’Italia carenti di materie prime, diminuendo i costi di smaltimento addebitati ai cittadini e producendo nuova ricchezza e lavoro;
b) non costituisce una strategia economica competitiva, perché la quantità di energia prodotta è inferiore a quella ottenuta utilizzando combustibili fossili, mentre i processi sono tutt’altro che meno inquinanti,
c) non garantisce i livelli occupazionali, ed anzi, col suo pesante impatto ambientale danneggia altre attività produttive, e quindi incide negativamente sulle possibilità occupazionali;
2-che l’emergenza dovuta alle insufficienze del piano energetico e della politica siciliana di gestione dei rifiuti fondata sulle discariche non può essere superata realizzando impianti di incenerimento, e che l’alternativa a questa forma di gestione dei rifiuti, antiquata, anti-economica e pericolosa per l’ambiente e la salute pubblica, è costituita dall’adozione di un sistema fondato sulla separazione alla fonte, la raccolta porta a porta, la limitazione dell’indifferenziato, il compostaggio, il riciclaggio, la riduzione dei rifiuti e un sistema di tariffazione puntuale sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili;
3-che le emissioni di inquinanti (diossina, metalli pesanti, ecc.) e la produzione di ingenti quantità di ceneri e scorie aggraverebbero ulteriormente la già pesante situazione ambientale e sanitaria del territorio;
4-che l’Area Milazzo-Valle del Mela nel 2002 è stata dichiarata dalla Regione “area ad elevato rischio di crisi ambientale”, che da allora non sono stati messi in atto interventi di bonifica, che non è possibile appesantire ulteriormente l’inquinamento del territorio e aggravare l’impatto negativo sulla salute pubblica, e quindi la Regione ha il dovere di recedere dal progetto di localizzazione dell’inceneritore nell’ Area Industriale di Milazzo e di provvedere all’avvio delle procedure di risanamento previste dalla dichiarazione di “alto rischio”;
5-il progetto è contrario alle esigenze di sviluppo ecocompatibile sui quali si sono ripetutamente pronunciate le istituzioni locali e le popolazioni, le quali intendono perseguire un nuovo modello di sviluppo fondato sulla vocazione naturale e le risorse del territorio, alternativo a quello basato su industrie obsolete, invasive e inquinanti;
6-lo studio di impatto ambientale presentato non fornisce elementi sufficienti per la valutazione
a) dell’impatto sull’ecosistema e delle conseguenze sulla salute pubblica, perché mancano i dati delle emissioni, la valutazione degli impatti cumulativi, l’analisi dei costi e benefici ambientali e sanitari,
b) dei rischi e delle procedure di emergenza in caso di incidente grave,
c) della congruità del bacino di approvvigionamento del Css, dell’impatto del traffico indotto e della qualità e della composizione dello stesso CSS: i volumi di CSS indicati in progetto per il funzionamento dell'impianto prevedono un approvvigionamento nel raggio di duecento chilometri (province di Messina, Catania ed Enna, con ovvie conseguenze su una viabilità tutt'altro che favorevole) e non escludono importazioni da altre zone d'Italia, lasciando pertanto grande spazio a perplessità sul rispetto da parte dei “fornitori” dei criteri standard della differenziazione con probabilissimi rischi di trovarsi a gestire spazzatura tal quale, non escludendo neanche rifiuti speciali.
d) della gestione delle scorie prodotte,
CHIEDE
che lo studio di impatto ambientale presentato da Edipower sia rigettato, dichiarando la non compatibilità ambientale dell’opera progettata
Milazzo, 7 marzo 2017