Autore: Autore ignoto siciliano
Commissione:
Datazione: XVIII secolo
Materiale: Cera
Dimensioni:
Provenienza: Preesistente cappella privata dell'Addolorata
Il Crocifisso appartiene agli arredi liturgici originari dell'antica cappella gentilizia dalla quale ebbe origine l'attuale edificio di culto e che oggi corrisponde all'odierna sacrestia. L'opera, databile al XVIII secolo, costituisce una significativa testimonianza della produzione ceroplastica devozionale siciliana, espressione di una tecnica che, nata e perfezionatasi in ambito conventuale tra XVII e XVIII secolo, conobbe nel corso del Settecento una vasta diffusione anche presso botteghe artigiane laiche, destinate a soddisfare la crescente domanda di immagini sacre per la devozione privata e per l'arredo ecclesiastico.
La scultura si distingue per l'elevata qualità esecutiva e per la raffinata resa naturalistica, elementi che riflettono pienamente la sensibilità figurativa della cultura tardobarocca. Cristo è raffigurato nel momento immediatamente successivo alla morte: il capo è reclinato sulla spalla destra, gli occhi chiusi e la bocca leggermente dischiusa, secondo un'iconografia che intende evocare l'istante in cui il Redentore ha appena esalato lo spirito. L'impianto compositivo, improntato a un misurato equilibrio tra idealizzazione e verità anatomica, è finalizzato a suscitare la partecipazione emotiva del fedele, in linea con i principi della spiritualità post-tridentina. Particolarmente accurata è la definizione anatomica del corpo, caratterizzato da un sapiente modellato della muscolatura. Le ferite della Passione sono rappresentate con intenso realismo, attraverso un calibrato uso della policromia che accentua gli effetti illusionistici del sangue e delle lacerazioni cutanee. Tali accorgimenti, tipici della migliore produzione ceroplastica settecentesca, conferiscono all'immagine una forte carica patetica e devozionale, trasformando il simulacro in un efficace strumento di meditazione sul sacrificio di Cristo.
Per qualità plastica, accuratezza della modellazione e finezza della policromia, il Crocifisso si inserisce nel solco delle più raffinate produzioni ceroplastiche siciliane del XVIII secolo, nelle quali la padronanza tecnica si coniuga con una profonda intensità spirituale, dando vita a opere destinate non solo alla venerazione liturgica, ma anche alla contemplazione personale dei misteri della Passione.
attribuzione da parte di Domenico Le Donne